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| Sezione | I versione | II Versione | Totale |
| Requiem | 1073 | 870 | 1943 |
| Kyrie | 1106 | 870 | 1976 |
| Dies irae | 1021 | 834 | 1855 |
| Tuba mirum | 1008 | 825 | 1833 |
| Rex tremendae | 993 | 825 | 1818 |
| Recordare | 1050 | 863 | 1913 |
| Confutatis | 1092 | 883 | 1975 |
| Lacrimosa | 997 | 844 | 1841 |
| Domine Jesu | 1002 | 843 | 1845 |
| Hostias | 951 | 858 | 1809 |
| Sanctus | 965 | 859 | 1824 |
| Benedictus | 966 | 883 | 1849 |
| Agnus Dei | 953 | 361 | 1314 |
| Lux aeterman | 945 | 361 | 1306 |
Dalla somma delle due versioni pare evidente come il Kyrie di Mozart balzi al secondo posto assoluto, peraltro superando un altro brano dello stesso autore, a testimonianza dell’enorme gradimento del grande musicista salisburghese. L’analisi del solo Requiem ci conferma inoltre come la scelta dei files sia assolutamente libera e senza vincoli di sorta, tanto da evidenziare lo smembramento dell’opera in quantità pienamente differenziate, in base agli interessi specifici per i singoli movimenti o sezioni assolutamente imprevedibili. Alcune di queste differenze di posizione nella graduatoria delle preferenze degli utenti è sicuramente da imputare ad imprevisti tecnici (interruzioni improvvise del download), e questo soprattutto per i brani posizionati in uno stretto lasso di frequenza di download, anche se tuttavia la distanza fra gli estremi (1976 selezioni del Confutatis rispetto alle 1306 del Lux aeternam) appare francamente ingiustificabile. L’ipotesi più plausibile fa ancora affidamento ad una sostanziale distanza fra gli interessi primari dei visitatori del sito ed il repertorio di CoCoA. La mancanza di equilibrio fra le scelte del Requiem inducono infatti a sospettare che gli utenti non siano forse completamente consapevoli dell’opera nel suo complesso e per questo, a parte forse il solo Kyrie eleison, le singole parti risultano selezionate in maniera irregolare. La considerazione di vedere nel Cum sanctis, erroneamente attribuito al Requiem, un bassissimo numero di scaricamenti (appena 257), mostra tuttavia come la maggioranza degli utenti non siano incappati nell’errore del gestore del sito, mostrando una maggiore preferenza per il resto delle sezioni dell’opera.
La distinzione fra la scelta di brani singoli e “raggruppamenti” di brani (d’ora in avanti “Compilations”) risulta quindi determinante poiché quest’ultima procedura permette di verificare gli accorpamenti dei brani, e quindi il grado di aderenza (stilistica, tecnica, linguistica, ecc. ecc.) degli stessi, intesi come “unità”.
Il sistema vede due differenti quantificazioni delle compilations. Il server CoCoA vede 1.246.243 selezioni, mentre KaCo presenta 798.830 scaricamenti effettuati. Lo scarto fra le due cifre è motivato dalle stesse ragioni esposte in 3.1.
Ulteriori dati significativi paiono il numero complessivo di brani nelle compilations richieste a KaCo, 5.890.377, che in confronto a quelli effettivamente scaricati, 2.382.633, mostrano un’alta mortalità delle richieste: per quasi la metà dei casi gli utenti non riescono a scaricare la musica che hanno inserito nella compilation, probabilmente per problemi di sovraffollamento del sito.
È interessante inoltre il numero medio di brani per compilation. Il rapporto tra i brani richiesti in KaCo ed il numero di compilation (5.890.377 / 798.830) produce 7.4 brani per compilation, mentre un calcolo analogo svolto sulle 1.246.243 compilations note a CoCoA dà come risultato 6.2. In quest’ultimo caso la differenza può essere dovuta ad un numero elevato di compilations “di prova” di due/tre brani, che gli utenti non provano neppure a scaricare.
In senso generale si può affermare che i primi 13 autori nella classifica dei più scaricati (vedi Fig. 7) raccolgono più del 50% delle preferenze assolute:
| Compositore | Brani | Downl. |
| Johann Sebastian Bach | 7,70% | 9,66% |
| Wolfgang Amadeus Mozart | 6,82% | 9,49% |
| Giuseppe Verdi | 6,87% | 6.74% |
| Ludwig van Beethoven | 5,30% | 6,49% |
| Richard Wagner | 5,54% | 4,98% |
| Pyotr Il'yich Tchaikovsky | 2,78% | 2,99% |
| Fryderyk Franciszek Chopin | 2,11% | 2,91% |
| Giacomo Puccini | 2,89% | 2,83% |
| Johannes Brahms | 3,57% | 2,72% |
| Antonio Vivaldi | 1,36% | 2,27% |
| Franz Schubert | 2,12% | 2,25% |
| Franz Joseph Haydn | 2,15% | 1,85% |
| Sergey Prokof’ev | 1,83% | 1,58% |
| n. 13 | 51,04% | 56,76% |
Figura 7. Percentuale fra i primi 13 autori nelle
preferenze espresse. Valori arrotondati e riferiti
al 56,76% delle preferenze complessive raggiunte
dagli autori

Assemblando le categorie per “genere” precedentemente
discusse in modo da uniformarle senza scendere troppo
nelle distinzioni formali dei brani (es. raggruppando
“Symphonic Opera” con “Opera”, e così via) si ottiene
invece un risultato sorprendente.
Figura 8. Percentuale di preferenza fra i generi
musicali

In questo caso il genere vocale, e l’Opera in particolare, assume un inequivocabile primato di preferenza anche se la presenza di “generi” sicuramente ancora sovrapponibili, ma distinti per salvaguardare le peculiarità della catalogazione prescelta, lasciano comunque intendere come le preferenze generali siano rivolte soprattutto alla musica strumentale.
4. DISCUSSIONE
La presenza di un così alto numero di utenti
iscritti, contatti telematici e brani a disposizione
potrebbe indurre a ritenere il processo di scelta dei
brani come un tipico fenomeno di massa. In realtà la
natura del mezzo informatico, utilizzato generalmente in
solitudine, permette al contrario di individuare delle
scelte assolutamente personali, effettuate nel pieno
controllo della propria integrità di preferenza. Com’è
noto la psicologia delle masse tende a modificare i
comportamenti individuali mostrando caratteri di
uniformità tanto da far pensare ad una sorta di unità
mentale collettiva.
L’unico elemento “collettivo” del sistema informatico CoCoA consiste in realtà nell’oggettività del sistema di selezione. La considerazione “collettiva” diviene a questo punto il grado di adesione di ciascun utente alle modalità di selezione dei brani e delle compilations (cioè l’interfaccia), con conseguenti elementi di psicologia sociale, che «studia i fenomeni cercando di collegare il modo in cui le persone affrontano, gestiscono, elaborano o trascurano le informazioni che provengono dall’ambiente (naturale o virtuale che sia) con l’idea che questi processi avvengono sempre in un contesto sociale preciso, fatto di persone che interagiscono, che appartengono a gruppi e categorie diversi a loro volta in interazione reciproca, e in una cultura che rende alcuni comportamenti più desiderabili di altri» [Cavazza 1997, 14].
Altri aspetti sociali sono inoltre gli aspetti “comunitari” che inevitabilmente simili portali producono. In questi casi almeno persiste un almeno lieve processo di influenza reciproca fra gli utenti, si pensi per questo soprattutto agli 890 iscritti che hanno lasciato tutti i loro dati e si sino fidelizzati. L’insieme delle relazioni instaurate fra gli utenti del sito non può tuttavia essere quantificato.
La compilation da questo punto di vista esprime il grado di preferenza di ciascun individuo, perché definita da solo, sulla base delle esperienze personali, e non collettive. Proprio perché preferenze basate su scelte strettamente personali, queste potrebbero non necessariamente rappresentare le Scelte “principali” di ciascun utente. Es. a me piace Mozart, e quindi scelgo brani di Mozart. Però, proprio perché mi piace Mozart, molto probabilmente posseggo già dei brani di Mozart: in cassetta piuttosto che disco o CD. Molto probabilmente l’utente sceglierà allora brani che non possiede, ma non è detto: egli potrebbe anche selezionare brani già conosciuti e di cui possiede una copia, anche solo per averne una esecuzione diversa, oppure per acquisirne un formato (MP3) più comodo da gestire (es. lettore MP3 o esecuzione su Personal Computer o Computer Portatile)
In generale si potrebbero suddividere alcune categorie possibili nei criteri di scelta delle compilations:
a) Compilations “oggettive”, che presentano cioè più
brani di un’opera complessa (formata da diversi
movimenti)
b) Compilation “monotematiche”, che presentano brani
di uno stesso autore;
c) Compilation “omogenee”, che presentano brani di
uno stesso genere;
d) Compilations “irrazionali”, che presentano brani
di autori e generi differenti.
L’analisi dei dati sugli accorpamenti dei brani e
sulle compilations non è purtroppo ancora giunta a
conclusione, ma le categorie delle “oggettive” e
“monotematiche” paiono senza alcun dubbio sovrastare le
successive due.
Fra il quarto gruppo delle categorie di Compilations
si segnala una prassi apparentemente inusuale, anche se
ragionevole. Alcuni utenti hanno infatti selezionato le
loro scelte su base squisitamente alfabetica, seguendo
cioè l’ordine predefinito di presentazione dei
compositori.
5.1 Profilo degli utenti
Il principale meccanismo di relazione con il nuovo ambiente informatico è dato dal livello di usabilità degli strumenti disponibili, e da questo punto di vista il sistema CoCoA appare fortemente penalizzante. I problemi di interfaccia sono talmente evidenti da essere attualmente sottoposti ad una profonda revisione. Altro punto dolente, la banda a disposizione del server, limitata a partire della seconda metà del 2005, che ha visto allungare i tempi di usabilità del sistema. Ciò comporta che il profilo dell’utente medio del sistema si caratterizzi per numerosi aspetti:
a) Deve essere un amante della musica classica (evento non scontato dato che ormai, sia a livello commerciale, che di programmazione e diffusione dei principali media, il modello quasi esclusivo della musica contemporanea sembra essere quello della popular music);
b) Deve avere una connessione senza limiti di tempo (a causa delle lunghe attese per il download, soprattutto dopo la riduzione della banda);
c) Deve avere una connessione veloce (almeno ADSL, per poter reggere la quantità di dati di ogni compilation: ad una media di 7.4 brani, con una dimensione presunta di almeno 2 Mb, ogni download “pesa” almeno 15 Mb).
d) Deve possedere conoscenze musicali (sia per discernere eventuali errori di catalogazione/classificazione del database, sia per superare lo “sbarramento” ideato dai gestori del sito che, prima di permettere il download, richiedono a ciascun utente di rispondere ad alcune domande di cultura musicale. Tale procedimento è funzionale ad un sistematico “rallentamento” dei download in modo da non ingolfare l’attività del server).
L’estrema specificità di tali caratteristiche “minime” per una completa fruizione del server rafforza automaticamente l’impressione di una comunità omogenea che si integra perfettamente con l’idea dei micromondi [Attardi 2001, 22] costitutivi di Internet.
5.2 La scelta della musicaNonostante le varie teorie sulle comunità virtuali il vero nucleo di interesse è comunque dato dal repertorio di brani disponibile che, ricordiamo, è fruibile del tutto gratuitamente. Da questo presupposto non appare improprio osservare una scarsa collaborazione alla costituzione di comunità assai attiva nell’iterazione fra i vari utenti (ricordiamo i “soli” 890 che si sono registrati completamente) con un’attenzione invece assai più marcata verso la scelta e lo scaricamento dei brani.
Le teorie delle scelte hanno accettato ormai già da molto tempo il ruolo dell’emozione, confermando cioè che le scelte non sono fatte solo da ragionamenti strettamente razionali. In particolare la teoria del regret [Rumiati 2000, 88-90], rappresenta molto bene la tendenza a preferire le soluzioni “meno rischiose” e più economiche. Tale atteggiamento conserva tuttavia forti connotati razionali (utilitaristici) che nel nostro caso si estrinsecano nella gratuità dei beni e nella , relativa, semplicità del loro reperimento. Da questo punto di vista il sito, con le sue molteplici difficoltà di accesso, gestione ed adesione, ricorda da vicino il Box di Skinner,[11] che evidenzia la messa in atto di comportamenti che forniscono una ricompensa (i brani).
L’irto tragitto che porta al reperimento delle musiche attua infatti comportamenti ripetitivi [Wallace 2000, 253], tesi ad una perpetua gratificazione dell’apprendimento dei meccanismi logici che governano la struttura del sito, con conseguenti effetti di “dipendenza”. Il rapporto fra dati scaricati e visite giornaliere indica una media di circa 11,5 Mb scaricati ad ogni contatto, valore francamente assai elevato e che pare giustificabile solo in riferimento ad un “accaparramento” che spesso è giustificato in se stesso. Si pensi per questo allo scaricamento per ordine alfabetico ed alla sua evidente sistematicità che sembra orientata più all’acquisizione totale dei brani conservati nel sito che ad una loro selezione consapevole.
Altri comportamenti, apparentemente irrazionali, rientrano invece spesso in una giustificazione motivata da una “comparazione” (es. non aver raggiunto un obiettivo per un pelo, oppure non averlo raggiunto per una scarto sostanzioso). Tale atteggiamento, secondo esperimenti condotti da Kahneman e Tversky, [Rumiati 2000, 94-95] mostrano che «quando il risultato è mancato “per un soffio”, la costruzione controfattuale [ricostruzione di eventi tesa a raggiungere un risultato che non si è verificato] fa risaltare la delusione o la rabbia di colui che era più vicino all’obiettivo […] Ma dimostrano anche che la maggior soddisfazione è associata al raggiungimento fortunoso dell’obiettivo, rispetto alla situazione in cui il “margine” per raggiungerlo era maggiore» [Rumiati 2000, 94]. Ciò è particolarmente vero per gli utenti “musicofili” incappati casualmente nel sito, o per le numerose proteste degli stessi per i continui rallentamenti che subiscono sia a causa dell’interfaccia, sia per la riduzione della banda disponibile.
La “dissonanza cognitiva” [Ibid., 94 sgg.] indica infine il grado dello scarto fra le aspettative ed il risultato, le alternative e le considerazioni “affettive” rispetto alle attese iniziali, ed è manifestata essenzialmente nelle proteste dei vari utenti. Il sito non si pone infatti in un’ottica di Web-based decision making, in cui è il sistema stesso a suggerire soluzioni per il raggiungimento dei propri desideri [Fasolo-McClelland-Lange 2005, 340] ed assicura comunque una sostanziale soddisfazione degli utenti, bensì richiede competenze e sforzi di accesso che risultano inevitabilmente vincolate dall’interfaccia del sistema e dalle modalità del suo funzionamento.
Per quanto riguarda invece i contenuti delle scelte,
se l’applicazione di regole basilari (es. compilation
“oggettive”) mostra una relativa semplicità cognitiva,
che non tiene conto delle numerose possibilità delle
combinazioni possibili e richiama unicamente rudimentali
elementi mnemonici, allo stesso tempo la conoscenza di
tali raggruppamenti indica chiaramente come questa
tipologia di scelta rientri nell’ambito di un
Implicit competence model [Jones 2004, 152-153]
piuttosto che di un Explicit competence model,
con la conseguenza di non poter essere chiaramente
quantificata sulla base degli accessi al sistema, ma
solo ipotizzata su quella dei risultati ottenuti.
Infatti la distinzione fra “sapere esplicito” e “sapere
implicito” si manifesta soprattutto quando «la
descrizione degli eventi diventa così complessa e
sottile da non poter essere appresa intuitivamente o per
imitazione» [Baroni-Dalmonte-Jacoboni 1999, pp. 4-5].
Nel nostro caso quindi, possiamo supporre, in base ai
risultati in nostro possesso, che gli utenti posseggano
una buona dose di competenze musicali, ma che
quest’ultima non sia necessariamente l’unico criterio di
adesione alla mini-comunità del sito in oggetto. Le
scelte paiono effettuate sulla base di un meccanismo di
scelta essenzialmente influenzato numericamente [Baron
1998, 411] in cui il superamento di indicatori (numero
medio di brani disponibili per autore) induce a
rafforzare la scelta anche predittiva su determinate
aree di interesse. In particolare si tratta di un
modello lineare [Rumiati-Bonini 2001, 155 sgg] in cui un
elemento dell’informazione (nel nostro caso il titolo e
l’autore dell’opera) tende a sommarsi al peso della
variabile (numero di brani) rafforzando così la
convinzione della scelta. Ciò è particolarmente vero per
la concentrazione in soli 13 autori del 56,76% dei pezzi
scaricati, ma anche in riferimento all’analisi dei
valori assoluti, che tende a premiare la notorietà di
specifici brani, indipendentemente dalle alternative
disponibili.
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NOTE AL TESTO
[1] Relazione presentata al
9th International Conference on Music Perception &
Cognition (ICMPC9) del 2006, sulla base di un lavoro di
ricerca eseguito con il contributo della Provincia
autonoma di Trento.
[2] http://cocoa.itc.it:8080/cocoakaradar/home.html.
[3] http://www.karadar.com.
[4] http://dit.unitn.it/welcome?lang=it.
[5] http://www.irst.itc.it.
[6] Il conteggio delle visite considera una sessione di lavoro con il sito come una visita, indipendentemente dal numero di pagine visualizzate.
[7] http://www4.soc.unitn.it:8080/dsrs/content.
[8] Il brano è presente in tre versioni diverse che rispettivamente occupano il 1° posto (1.784 selezioni) il 75° (1.011) ed il 124° (899).
[9] Bolero, con regia e sceneggiatura di Claude Lelouch, coreografia di Maurice Bejart ed un ricco cast che comprendeva: Fanny Ardant, Richard Bohringer, Evelyne Bouix, James Caan, Geraldine Chaplin, Nicole Croisille, Eva Darlan, Jorge Donn.
[11] Lo Skinner’s Box prende nome dal ricercatore Burrhus Frederic Skinner che, influenzato dalle teorie di Ivan Pavlov (condizionamento) e di John Watson (comportamentismo - Behaviorism), focalizzò il proprio interesse sulle reazioni stimolo-risposta, specialmente applicate su ratti e piccioni. Si tratta di un ambiente sperimentale (operant conditioning chamber) in cui i soggetti operano in risposta a stimoli di movimento (es. pressione di oggetti), visivi ecc., con relative gratificazioni (es. cibo). Skinner applicò le sue ricerche con gli animali ai comportamenti umani, ad es. sviluppando macchine di auto-apprendimento. Molti dei meccanismi di auto-istruzione informatici usano i principî definiti da Skinner [Green 1984]. Cfr. anche Holland-Skinner 1961, Skinner 1968, 1989.
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