Editoriale
di Egidio Pozzi
Questo numero della rivista contiene due lavori presentati nel corso
del Quinto Incontro di Studio che si tenne a Rimini nel marzo del 2007
e gli abstracts delle relazioni presentate al Settimo Incontro di
Studio di Analitica, tenuto a Rimini tra il 19 e il 21 Novembre del
2009.
Il primo di questi lavori,
Caleidocicli musicali:
tecniche compositive e analitiche di Luigi Verdi, descrive la tecnica
di costruzione di canoni ritmici utilizzando il concetto di
"caleidociclo", un termine derivato da alcuni procedimenti grafici di
Maurits Cornelis Escher dove le parti di un oggetto sono copie su scala
diversa dell’oggetto stesso. L'indagine di Verdi si basa
sull'osservazione che nella tradizione colta occidentale i compositori
hanno spesso avvertito l'esigenza di coordinare la dimensione
dell’organizzazione verticale dei suoni con quella orizzontale,
cercando un processo compositivo non solo molto rigoroso, ma anche
legato all'idea di una profonda "unificazione" delle due dimensioni.
Applicato ad alcune composizioni di Aleksandr Skrjabin, l'idea del
caleidociclo si traduce nel definire quali sono le caratteristiche
verticali degli accordi che possono determinare anche i procedimenti
legati allo sviluppo orizzontale. Alla base di questo tipo di
composizione sta ancora una volta l’idea di ricorsività
anche se, avverte l'Autore, "il calcolo razionale non resta comunque
mai fine a se stesso, proponendosi piuttosto come banco di prova per
saggiare la capacità del musicista di passare da
un’applicazione meccanica delle regole e delle tecniche a
un’altra ben più flessibile, complessa e creativa."
Il secondo articolo,
Ambiguità metrico-ritmica nei balli della Sardegna centro-settentrionale:
un'analisi di Marco Francesco Lutzu, è parte di una più
ampia ricerca che l'Autore ha in corso da alcuni anni e che si
inserisce all’interno di uno studio sui principali repertori di
tradizione orale della Sardegna. Nato dalla collaborazione tra
l’Università di Cagliari (prof. Ignazio Macchiarella) e il
triennio di Etnomusicologia del Conservatorio di Cagliari, il lavoro di
Lutzu affronta un percorso analitico che, con l’ausilio di alcuni
semplici strumenti informatici, riesce a render conto di una specifica
ambiguità metrico-ritmica nel rapporto fra melodia e
accompagnamento di alcune forme di danza diffuse principalmente nella
parte centro-settentrionale dell’Isola. In particolare, diversi
repertori di balli eseguiti a tenore (la polifonia a quattro parti
maschili tipica dell’area in questione), o con
l’accompagnamento dell'organetto diatonico, manifestano delle
significative problematiche nella definizione e rappresentazione
dell’impianto ritmico tali per cui il semplice ricorso alla
notazione sul pentagramma non risulta sufficiente a fini di una
approfondita analisi musicologica.
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