[UN DECORSO SONORO INTEGRALE] Creare e ri-creare: il ruolo dell’analisi nella composizione e nella didattica

Anna Maria Bordin, Carla Rebora

Abstract


Lo studio dell’analisi musicale e delle sue connessioni con l’esecuzione costituisce una delle più utili e vivaci frontiere della ricerca. Il rapporto tra analisi ed esecuzione trova da sempre una naturale sintesi nell’attività specifica di compositori e didatti, che si riferiscono necessariamente e contemporaneamente a tutti gli aspetti, sincronici e diacronici, della musica. Il loro pensiero, incisivamente condizionato dallo scorrere del tempo, richiama una conoscenza musicologica, teorica e pratica della musica in ogni momento della loro attività. Il focus su questo tipo di attività analitica sposta l'attenzione dall'analisi del brano musicale concluso e fruito (analisi del musicologo) all'analisi del brano nelle sue fasi creativa (analisi del compositore) e pre-performativa (analisi del didatta), individuando i momenti in cui la conoscenza analitica si rivela imprescindibile.

Per fare luce su questo aspetto sono stati scelti due brani di Bela Bartok che presentano  interessanti similitudini e che testimoniano la sua duplice esperienza di compositore e di didatta: Minor Seconds, Major Sevenths, tratto dal VI volume del Mikrokosmos e Night’s Music, tratta da Out of Doors.

I due brani sono stati analizzati utilizzando in primis  l’approccio formale e morfologico, poi quello motivico e infine prendendo in considerazione i parametri secondari e le caratteristiche del suono.

La comparazione dei tre livelli di analisi ha messo in luce similitudini, complementarietà e divergenze, e ha evidenziato quali elementi definiscono una relazione o una eventuale propedeuticità tra i due brani, quale tipo di analisi è più utile nel contesto didattico e quale definisce meglio il modus operandi del compositore e la genesi del brano.


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