Lo studio della teoria e dell’analisi musicale in Italia: il Master di I livello in Analisi e Teoria Musicale

Lo studio della teoria e dell’analisi musicale in Italia: il Master di I livello in Analisi e Teoria Musicale

Egidio Pozzi

Dall’inizio del Novecento l’analisi musicale è diventata uno dei principali strumenti dell’indagine storica e la sua affermazione è oggi testimoniata da una produzione scientifica internazionale diffusa e di alto livello, come anche dalla moltiplicazione di metodologie analitiche e dagli innumerevoli studi sullo stile e sulle tecniche compositive della gran parte degli autori della tradizione musicale occidentale. Negli ultimi decenni anche nel nostro paese l’attenzione dell’editoria italiana nei confronti di una produzione musicologica di qualità e l’organizzazione di convegni e seminari con studiosi di fama internazionale hanno determinato un forte incremento di interesse verso gli studi analitico-teorici, come pure la nascita di associazioni e di riviste musicologiche specializzate nei settori dell’analisi e della teoria.

A fronte di quest’aumento di interesse da parte di musicisti, docenti e musicologi, in Italia lo studio sistematico e curricolare delle metodologie analitiche e delle teorie musicali stenta ad affermarsi, forse a causa della tradizionale divisione tra lo studio pratico della musica, che compete prevalentemente ai Conservatori, e quello storico-teorico-musicologico che si svolge perlopiù all’Università. Nei nostri Conservatori forse la necessità di privilegiare lo studio pratico della musica ha confinato gli studi teorici negli ambiti legati alla notazione musicale e marginalizzato l’enorme campo di saperi teorici sviluppati nell’arco della storia musicale occidentale, come anche l’approfondimento delle metodologie analitiche e la loro applicazione ai nuovi repertori del Novecento. Tale impostazione ha determinato, soprattutto in passato, una sorta di doppio statuto dell’analisi musicale. Nelle classi di Conservatorio spesso si assiste a una pratica analitica di notevole interesse ma perlopiù a carattere empirico e collegata direttamente alle esperienze interpretative e/o compositive. Diversamente nei corsi universitari che prevedono un percorso teorico-analitico l’approccio tende a essere meno approfondito ma più collegato alle acquisizioni della moderna musicologia e agli sviluppi delle metodologie analitiche più formalizzate.[1] Se fino al 1999 questa divisione poteva essere superata studiando contemporaneamente al Conservatorio e all’Università, con la Legge di riforma delle Accademie, dei Conservatori di musica e degli Istituti musicali pareggiati (n. 508/99) e con la conseguente equiparazione dei Conservatori a istituzioni di livello universitario, il problema si è di fatto riproposto stante l’impossibilità di frequentare parallelamente entrambe le istituzioni. Con l’eliminazione seppur parziale del divieto della doppia frequenza,[2] dall’anno accademico 2011-2012 sarebbe di nuovo possibile sviluppare l’insieme delle competenze teorico-analitiche, se non fosse per il sostanziale ridimensionamento delle facoltà universitarie imposto dai continui tagli dei finanziamenti con la conseguente riduzione delle offerte formative. Allo studente interessato ad approfondire lo studio analitico-teorico non resta quindi che trasferirsi all’estero oppure cercare un percorso musicologicamente interessante nelle pochissime università italiane che hanno potuto mantenere dei corsi specialistici.

Tutte queste difficoltà impediscono evidentemente una crescita della comunità musicologica del nostro paese e rischiano di annullare quella consapevolezza della moderna disciplina teorico-analitica che si è sviluppata in questi ultimi anni. Ci è sembrato quindi necessario proporre un’offerta formativa sufficientemente esaustiva delle diverse tendenze in atto e volta, almeno in prospettiva, a una ridefinizione della disciplina analitico-teorica nel nostro paese.

Il Master in Analisi e Teoria Musicale attivato nell’Anno Accademico 2014-15 dal Dipartimento di Studi Umanistici dell’Università della Calabria in collaborazione con il GATM nasce quindi dall’esigenza di fornire un adeguamento dei profili professionali che si collocano sia nelle aree dello studio musicologico e della ricerca storica sia nei settori dell’interpretazione, della composizione e dell’insegnamento. Un adeguamento necessario, a nostro avviso, non solo per chi è interessato alla ricerca e allo studio storico-stilistico dei repertori occidentali, ma anche per i docenti che lavorano presso istituzioni di alta formazione quali università, conservatori e istituti musicali, coinvolti in un ampio e articolato processo di internazionalizzazione. Il Master si rivolge inoltre ai docenti delle classi di concorso della scuola secondaria di primo e secondo grado e specificamente quelle riguardanti la classe A-49 (Teoria, analisi, composizione e Storia della musica) per l’insegnamento presso i Licei Musicali e Coreutici ai quali, con il previsto riordino, si richiede un aggiornamento delle proprie competenze.[3]

Nella costruzione del progetto del Master ci è sembrato opportuno non limitare gli insegnamenti alle metodologie più conosciute ma estendere l’offerta formativa ad ambiti disciplinari anche molto distanti, chiedendo a studiosi e ricercatori di impostare un percorso didattico non solo adatto alle competenze dei giovani che studiano nelle istituzioni musicali del nostro paese ma anche aggiornato allo stato della ricerca musicologica internazionale. Tra il 2013 e il 2014 una commissione interna al GATM, composta da Egidio Pozzi, Mario Baroni, Giorgio Sanguinetti, Catello Gallotti, Giuseppe Sellari e Antonio Grande, ha quindi realizzato un primo progetto didattico basato su lezioni in presenza e a distanza da svolgersi sia con l’ausilio di dispense, sia utilizzando una piattaforma digitale disponibile per videoconferenze.

Il progetto ha fissato gli obiettivi del corso in sei punti:

  • lo studio degli aspetti storici e storiografici che hanno caratterizzato la nascita e lo sviluppo della disciplina teorico-analitica;

  • l’approfondimento di conoscenze teorico-pratiche relative alla concezione formale e alla scrittura armonico-contrappuntistica modale e tonale;

  • lo studio delle principali metodologie analitiche utilizzate nella musica occidentale e presenti nella letteratura musicologica internazionale sia dal punto di vista teorico sia attraverso esercitazioni pratiche, stage e seminari;

  • lo sviluppo delle conoscenze e l’approfondimento degli studi sul rapporto tra analisi musicale e interpretazione musicale;

  • lo studio delle metodologie analitiche sviluppate in repertori specifici, quali le avanguardie e la sperimentazione musicale del Novecento, le tradizioni etniche, il jazz, la musica afroamericana e la popular music;

  • un’introduzione ad alcuni settori specifici della ricerca teorico-analitica quali la semiotica, l’ermeneutica, i cultural studies, le teorie percettive e cognitive, nonché l’indagine sui repertori collegati alle nuove tecnologie informatiche.

Più difficile è stata la scelta dell’università dove proporre il nostro progetto in quanto occorreva da una parte verificare la disponibilità delle strutture logistiche e didattiche, e dall’altra cercare di limitare i costi per arrivare a una quota d’iscrizione sostenibile. Una volta individuata l’Università della Calabria come sede centrale abbiamo iniziato la promozione del Master cercando anche di sollecitare diversi enti di ricerca, associazioni, conservatori, università e istituti di alta formazione all’istituzione di specifiche Borse di Studio per studenti meritevoli interessati a partecipare al Master. Oltre al GATM come consulente scientifico principale dell’Università, alla prima edizione del Master hanno partecipato la Fondazione Istituto Liszt (Bologna), l’Istituto Superiore di Studi Musicali “G. Lettimi” (Rimini), il Conservatorio Statale di Musica di Latina, la Fondazione Isabella Scelsi e l’Università degli Studi di Roma La Sapienza. Le Borse di Studio sono state attivate dallo stesso GATM (in numero di tre), dall’Istituto Liszt (due), dalla Fondazione Manes (due) e dalla Fondazione Scelsi (una). La prima edizione del Master è stata attivata con diciotto iscritti italiani (provenienti da sette regioni: Lombardia, Lazio, Marche, Campania, Calabria, Sicilia e Sardegna) e due partecipanti residenti all’estero (Austria e Tunisia); i sei incontro di studio si sono tenuti nelle sedi degli enti e delle istituzioni che hanno collaborato al progetto, mentre le sessioni di tesi si svolgeranno prevedibilmente presso l’Università della Calabria tra marzo e dicembre del 2016.[4]

La seconda edizione del Master, il cui Bando è stato pubblicato a metà novembre 2015, vedrà anche la partecipazione dell’Università di Cagliari e dei Conservatori Statali di Musica di Como e di Salerno, e riprenderà sostanzialmente la struttura didattica in modalità blended che ha caratterizzato la prima edizione. L’organizzazione didattica del Master prevede l’acquisizione di 60 CFU, ovvero 1500 ore di attività formativa che possono essere svolte secondo un piano di studi annuale o biennale. Possono presentare domanda di ammissione coloro che alla data di scadenza della presentazione della domanda sono in possesso di una laurea universitaria (vecchio ordinamento o triennale) o un diploma di conservatorio (vecchio o nuovo ordinamento) o un titolo equipollente ottenuto in Italia o all’estero.[5] L’attività formativa è articolata in:

  • 336 ore (42 CFU) di lezioni frontali in presenza e in videoconferenza, integrate da attività di studio individuale guidato, e lezioni a distanza con l’uso di dispense;

  • 300 ore (12 CFU) di progetti finalizzati, seminari e stage da realizzarsi presso gli enti che partecipano al corso;

  • 150 ore (6 CFU) per la tesi finale.

Alle lezioni in presenza (articolate in sei incontri di studio) e a quelle in videoconferenza interattiva (in tempo reale ma che possono essere seguite anche in differita), si aggiungono le dispense dei singoli corsi (per lo studio a distanza) e una serie di “progetti finalizzati”, ovvero brevi moduli riguardanti testi e articoli particolarmente significativi come anche analisi di specifiche composizioni o di particolari repertori. Per garantire la pluralità d’impostazione tipica della letteratura musicologica specialistica, la quasi totalità dei corsi è divisa in due o tre moduli svolti da docenti diversi provenienti da università, conservatori e istituti di alta formazione musicale. La selezione dei docenti è stata realizzata dalla Commissione GATM in base alla loro attività didattica e di ricerca. Nella Tabella è riportato il prospetto complessivo dei singoli corsi, con i moduli componenti, i CFU e le ore complessive dell’insegnamento.


Tabella 1. Prospetto complessivo degli insegnamenti del Master in Analisi e Teoria Musicale. [6]


Dal punto di vista generale l’offerta formativa comprende quattro tipologie di insegnamenti:

  1. corsi propedeutici, come verifica delle competenze precedenti e per un’iniziale introduzione anche storica agli argomenti del Master (nella Tabella i corsi 1, 2a e 10a);

  2. corsi dedicati alle teorie e alle metodologie analitiche di base (corsi 2b, 3, 4, 5, 10b);

  3. corsi centrati su repertori diversi da quelli della tradizione musicologica occidentale (corsi 8, 9 e 10d);

  4. corsi su prospettive analitiche particolari (corsi 6, 7 e 10c).

A fronte dell’ampiezza dell’offerta del Master – un segno evidente della pluralità e della complessità raggiunte dalla disciplina – l’articolazione interna dei corsi e l’inserimento di ampie parti a carattere laboratoriale intendono privilegiare la formazione di una competenza pratica del fare analisi. Lo stesso studio delle metodologie analitiche più formalizzate e sviluppate, ovvero quelle provenienti dagli studi di Heinrich Schenker, Arnold Schönberg e Allen Forte, assume quindi un carattere esplicitamente formativo nonché preparatorio allo studio di procedimenti analitici più specifici. Infine la doppia strutturazione che si intravede nel percorso formativo del Master, tra lo studio delle metodologie analitiche e l’indagine su repertori, sottolinea lo stretto rapporto che esiste, a nostro avviso, tra l’indagine analitica e lo studio degli stili musicali. Un rapporto che può contribuire positivamente allo sviluppo non solo della ricerca di carattere storico-documentario, ma anche alla preparazione specifica dell’insegnante e dell’interprete che vogliano migliorare, aggiornare e approfondire le proprie specifiche competenze.



[1] Si è cercato di risolvere il problema della separazione delle competenze organizzando dei corsi di composizione a indirizzo musicologico in alcuni Conservatori, dove all’insegnamento pratico tipico di un percorso compositivo si aggiungevano diversi corsi a carattere musicologico. I corsi organizzati a Roma e a Milano hanno avuto dei buoni risultati ma la loro stabilizzazione nell’ordinamento richiederebbe una fattiva collaborazione tra il Conservatorio e l’Università che stenta invece ad attivarsi.

[2] Il divieto è stato abolito dal Decreto Ministeriale dell’11 Settembre 2011.

[3] Il Master è un titolo accademico con valore legale valido anche al di fuori del territorio nazionale; nelle domande di trasferimento dei Conservatori, in quelle per incarichi come dirigenti scolastici e nelle graduatorie a esaurimento e d'istituto nella scuola dell'obbligo viene valutato da 1 a 3 punti.

[4] Il Bando della prima edizione è disponibile sul sito dell’Università della Calabria al seguente indirizzo.

[5] Nel caso di laurea, diploma universitario o titolo di studio equipollente non specificamente a carattere musicale o musicologico, il Consiglio Scientifico del Master valuta la preparazione del candidato e l’eventuale ammissione al corso conseguentemente all’esame della documentazione fornita.

[6] II docenti della prima edizione sono stati: Catello Gallotti (Conservatorio di Salerno, corso 1), Egidio Pozzi (Università della Calabria, corsi 2a, 3a e 5b), Antonio Grande, (Conservatorio di Como, corsi 2b and 4b), Giorgio Sanguinetti (Università di Tor Vergata Roma, corsi 3b e 4a), Massimiliano Locanto (Università di Salerno, corsi 5a, 5c e 10b), Mario Baroni (Università di Bologna, corsi 6a e 10c), Duilio D’Alfonso (Conservatorio di Latina, corso 6b), Rossana Dalmonte (Fondazione Istituto Liszt, corso 7a), Sergio Canazza (Università di Padova, corso 7b), Ignazio Macchiarella (Università di Cagliari, corso 8a), Marco Lutzu (Università Ca' Foscari Venezia, corso 8b), Marcello Piras (studioso delle tradizioni musicali afro-americane e autore di testi specialistici, corso 9a), Roberto Agostini (Istituto Comprensivo 9 Bologna, corso 9b), Alessandro Bratus (Università di Pavia, corso 9c), Antonio Rostagno (Università Roma La Sapienza, corso 10a), Ingrid Pustijanac (Università di Pavia, corso 10a), Marco Mangani (Università di Ferrara, corso 10b), Luca Marconi (Conservatorio di Pescara, corso 10c), Lelio Camilleri (Conservatorio di Bologna, corso 10d). I seminari sono stati tenuti da Egidio Pozzi, Alessandra Carlotta Pellegrini (Fondazione Isabella Scelsi) e da Carol L. Krumhansl (Cornell University of New York).



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