The Independence of Structural Parameters in Schenkerian Accounts of Tonal Form

Christopher Brody

Schenkerian theory distinguishes two components of musical structure, thematic design and tonal structure, whose respective roles in creating musical form are left unclear in Schenker’s own work: the Versuch einer neuen Formenlehre from his capstone Free Composition (1935) disclaims any reliance on thematic design, while his analyses show a clear awareness of it. Recent criticism, seeking to explain the relationship between the two components, has tended to suggest either that they must be in perfect agreement, or else that they do not constrain each other in any systematic way. This article proposes instead that they constrain each other only partially (or “fractionally”), a view which becomes evident when Schenker’s analyses in his Versuch einer neuen Formenlehre are taken as a totality rather than individually. In a repertoire context, the two components “agree” when a particular thematic design implies a particular tonal structure, and vice versa, a condition that I show is mostly but not entirely the case with the examples in Schenker’s Versuch.

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Sintesi dell’articolo

La teoria schenkeriana distingue due componenti della struttura musicale: articolazione tematica e struttura tonale. Nell’opera teorica di Schenker, tuttavia, il diverso ruolo di queste due componenti nella creazione della forma musicale non viene chiarito. Nel “Versuch einer neuen Formenlehre” [Saggio di una nuova Formenlehre], sezione conclusiva del trattato Der freie Satz (Universal, Wien 1935, pp. 207-232), Schenker nega qualunque tipo di dipendenza della forma dall’articolazione tematica; al tempo stesso, però, le sue analisi dimostrano una chiara consapevolezza dell’importanza di questo aspetto. La questione riveste un particolare interesse nella teoria schenkeriana, e le risposte che vengono fornite dalla letteratura recente si muovono in due direzioni opposte. Alcuni, come Charles Smith (Musical Form and Fundamental Structure: An Investigation of Schenker’s Formenlehre, «Music Analysis», 15/2-3, 1996, pp. 191-297) tendono a suggerire una perfetta sintonia tra le due componenti mentre altri, come Peter Smith (Expressive Forms in Brahms’s Instrumental Music: Structure and Meaning in His Werther Quartet, Indiana University Press, Bloomington-Indianapolis 2005), sembrano più propensi a ritenere che le due componenti non giungano mai a vincolarsi reciprocamente in modo sistematico.

L’interpretazione proposta in questo articolo si distingue dalle precedenti nella misura in cui suggerisce che le due componenti siano reciprocamente dipendenti ma solo in modo parziale, in base a un criterio che l’autore definisce in termini di “indipendenza frazionaria”. Secondo questa visione, determinate combinazioni di struttura tonale e articolazione tematica risultano estremamente probabili, nel senso che dimostrano una sorta di attrazione reciproca paragonabile alla forza gravitazionale, ma non sono strettamente necessarie.

Per verificare questa chiave di lettura occorre abbandonare la prassi interpretativa abituale, che tende a concentrarsi sull’analisi separata dei singoli pezzi, e provare invece a valutare le analisi proposte da Schenker nel “Versuch” complessivamente, come una totalità. Per conseguire questo obiettivo, l’autore inserisce tutti i pezzi analizzati nel “Versuch” (articolati in una, due o tre parti) all’interno di una matrice bidimensionale. Se le due componenti si trovassero in perfetta sintonia, la matrice dovrebbe mostrare che una particolare struttura tonale corrisponde invariabilmente a una specifica articolazione tematica, e viceversa. Se le due componenti dovessero invece risultare del tutto indipendenti, allora la matrice non dovrebbe mostrare dei raggruppamenti omogenei (cluster) concentrati intorno a determinate combinazioni di articolazione tematica e struttura tonale. In realtà, in alcuni casi la matrice evidenzia la formazione di simili cluster: per esempio, tutti i brani che sono indivisi dal punto di vista dell’articolazione tematica risultano essere indivisi anche dal punto di vista della struttura tonale. Altri tipi di correlazione risultano invece meno univoci e scontati. Quando si passa alle forme Lied tripartite, infatti, emergono quattro diverse opzioni relative alla struttura tonale, alcune delle quali sono riscontrabili anche nel contesto delle forme Lied bipartite.

In definitiva, il quadro complessivo delle relazioni tra le due componenti della forma che emerge da questa analisi del “Versuch” di Schenker evidenzia la pertinenza del concetto di “indipendenza frazionaria”, che denota uno stato intermedio tra la completa indipendenza e la correlazione diretta. 

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