Some Schenkerian Implications for Sonata Theory

Joel Galand

In Elements of Sonata Theory (2006), James Hepokoski and Warren Darcy devote comparatively little space to the Schenkerian implications of their approach, but what they do write is intriguing, opening up broad avenues for research. This article contributes to that project by confronting Schenkerian theory with the hierarchy of “default” strategies that Hepokoski and Darcy erect around the “medial caesura” (MC). In their “first-level default” exposition type, an MC on a half-cadential V in the new key effects a two-part division at the juncture between transition and secondary theme. Lower-level defaults include the possibility of an MC being articulated by a perfect authentic cadence in the new key (i.e., no local “interruption” effect). Techniques like the “blocked MC” may attenuate the caesura, or there may be more than one MC (as in the “tri-modular” block), or the MC may be absent altogether, yielding a “continuous”, rather than two-part, exposition. How do these strategies collectively provide a conceptual scheme against which we can map possible Schenkerian middleground approaches to the ^2/V of the underlying interruption form? Conversely, how can Schenkerian voice-leading transformations provide a grid for categorizing and elucidating Hepokoski and Darcy’s defaults?

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Sintesi dell’articolo

Nel volume Elements of Sonata Theory (Oxford University Press, Oxford-New York 2006), James Hepokoski e Warren Darcy riservano uno spazio relativamente limitato alle implicazioni schenkeriane del loro approccio teorico, anche se le loro considerazioni risultano piuttosto interessanti e aprono diverse prospettive di ricerca. L’articolo contribuisce a esplorare questi nuovi campi di indagine attraverso un confronto tra la teoria schenkeriana e la gerarchia di strategie “canoniche” (default) che Hepokoski e Darcy costruiscono intorno alla cosiddetta “cesura mediana” (medial caesura, MC). Nell’esposizione “canonica di primo livello” (first-level default), una cesura mediana su una cadenza sospesa (half cadence, HC) sul V grado nella nuova tonalità crea una divisione in due parti esattamente in corrispondenza della congiunzione tra la transizione e il tema secondario. Le strategie “canoniche di livello inferiore” (lower-level default) includono la possibilità che una cesura mediana venga stabilita contestualmente a una cadenza perfetta autentica (perfect authentic cadence, PAC) nella nuova tonalità (in questo caso non c’è alcun effetto locale di “interruzione” basato su una cadenza sospesa). Tecniche come la “cesura mediana bloccata” (blocked medial caesura) possono attenuare la divisione formale; ma è anche possibile incontrare più cadenze mediane – come ad esempio nel cosiddetto “blocco trimodulare” (tri-modular block). O ancora, la cesura mediana può essere del tutto assente, permettendo un’esposizione continuativa anziché suddivisa in due parti.

L’articolo esamina queste strategie in una prospettiva schenkeriana, presentando analisi grafiche di opere di Haydn, Mozart e Brahms che esemplificano le varie tipologie di esposizione. L’autore si domanda in che modo le strategie di Hepokoski e Darcy, prese nel loro complesso, possano offrire uno schema concettuale in base al quale sia poi possibile tracciare una mappa di possibili approcci schenkeriani di livello intermedio (middleground) in concomitanza di un ^2/V che si appresta a una forma di interruzione. Un’altra questione che viene affrontata dall’autore è la seguente: i livelli schenkeriani di trasformazione della condotta delle voci sono in grado di offrire una griglia per definire, e possibilmente chiarire, le strategie canoniche di Hepokoski e Darcy?

L’autore propone alcune possibili risposte a questi interrogativi evidenziando, ad esempio, che la “cesura mediana bloccata” molto spesso si produce quando il V grado è stato precedentemente confermato da quella che Schenker chiamerebbe “cadenza ausiliaria” (Hilfskadenz). In alcuni casi è difficile – o forse addirittura impossibile – decidere alla luce della teoria della forma sonata quali possano essere le strategie di Hepokoski e Darcy che si applicano analiticamente a una particolare esposizione. Per esempio, tre concetti che in teoria dovrebbero risultare chiaramente distinti – il “riempitivo della cesura” (caesura fill, CF), la cesura mediana “bloccata” e la cesura mediana articolata da una PAC nella tonalità secondaria – nella pratica analitica tendono in realtà a confondersi molto facilmente; tutti e tre, infatti, conducono a una PAC (anziché a una cesura canonica di “primo livello” su V: HC) o almeno “danno l’impressione” di una PAC. L’articolo cerca di mostrare in che modo – e a quali condizioni – sia possibile usare l’analisi schenkeriana per pronunciarsi tra le varie alternative proposte dalla teoria della forma sonata, attraverso descrizioni metalinguistiche di processi musicali che nel linguaggio ordinario sarebbero difficilmente identificabili.

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