Strategie compositive del contrappunto BWV 1076 Canon triplex á 6 voc. di J. S. Bach

Giovanni Doro

L’articolo affronta l’analisi del Canon triplex á 6 voc. (BWV 1076) di Johann Sebastian Bach, evidenziando le strategie di programmazione utilizzate dall’autore e i presupposti logico-matematici che stanno alla base di questo celebre canone. In particolare, vengono analizzate le condizioni generali di esistenza dei procedimenti contrappuntistici e le regole che consentono di programmare gli esiti di questi artifici canonici. Si spiega inoltre come progettare griglie notali, strutturate sul modello del contrappunto di prima specie, in grado di orientare la scansione armonica secondo la logica triadica, che costituisce la novità più significativa dello stile compositivo del periodo barocco. Infine, si ipotizza l’esistenza di una tradizione compositiva relativa all’ars canonica ereditata dai secoli passati, che costituiva un patrimonio culturale condiviso da tutti i compositori del periodo barocco, e che nel corso dei secoli successivi sarebbe progressivamente caduta in disuso, fino al completo oblio. Le conclusioni permettono di riconsiderare il Canon triplex secondo una prospettiva inedita, offrendo al contempo una completa ridefinizione delle molteplici soluzioni dell’enigma bachiano.

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