«Melodia semplice, ritmo chiaro»?  Alcune (ri)considerazioni sul tòpos del crescendo rossiniano

Federico Gon

Il crescendo rossiniano è una sorta di “marchio di fabbrica” del suo autore, un espediente copiato – e abusato – da generazioni di compositori successivi perché considerato di facile imitazione e di sicuro impatto sugli ascoltatori. In realtà, il procedimento che permette la riuscita del crescendo “alla Rossini” è ben più sottile e ingegnoso di quanto si pensi, e per niente in linea con la famosa massima “me­lodia semplice – ritmo chiaro” con cui egli stesso etichettò il suo modus operandi compositivo. Partendo da una ricognizione dei contributi di altri studiosi (primo tra tutti, Philip Gossett), questo articolo propone un’analisi approfondita delle caratteristiche funzionali del crescendo rossiniano, mettendo in luce i tratti che lo diversificano sia dai suoi antecedenti storici (come il crescendo “mannheimer”), sia dagli usi di altri autori contemporanei come Stefano Pavesi, Ferdinando Paër, Jo­hann Simon Mayr e Giuseppe Mosca. Vengono inoltre rintracciati alcuni modelli che potrebbero aver ispirato i procedimenti di Rossini nell’ambito dell’opera italiana e della Wiener Klassik di Wolfgang Amadeus Mozart e, soprattutto, di Joseph Haydn.

FaLang translation system by Faboba