La ricezione di Luigi Dallapiccola nella musica di Luciano Berio: alcune osservazioni analitiche

Angela Carone

Come altri musicisti della sua generazione, Luciano Berio riconobbe a Luigi Dallapiccola il merito di aver giocato un ruolo decisivo nel processo di avvicinamento dei giovani compositori italiani alla dodecafonia. Nel 1952, Berio frequentò le lezioni che Dallapiccola tenne al Berkshire Musical Festival (Tanglewood). I due musicisti condividevano un forte interesse per James Joyce: nel 1950 Dallapiccola
aveva scritto un saggio in cui illustrava gli aspetti “musicali” della sua prosa, e il documentario per la radio Omaggio a Joyce, realizzato da Berio nel 1958, è (anche) il risultato della lettura di questo testo di Dallapiccola. In questo articolo si dimostra che, pur avendo deciso di allontanarsi dalla tecnica dodecafonica e dai procedimenti canonici tipici della musica di Dallapiccola, Berio aveva assimilato profondamente i principi di elaborazione compositiva che stanno alla base di queste tecniche, oltre alla gestualità caratteristica della sua scrittura. L’analisi di alcune partiture di Berio evidenzia infatti la presenza di canoni ritmici e timbrici su un’altezza fissa e di procedimenti di imitazione in canone tra blocchi sonori: tutti espedienti che rivelano una forte parentela con le tecniche impiegate da Dallapiccola.

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