La collana dei Repertori musicali si arricchisce di un altro titolo importante, appartenente al grande repertorio da molti conosciuto e praticato. Si pone ancora il problema di dire qualcosa di nuovo e, possibilmente, di importante. Ma è davvero un falso problema, perché l´ennesima gioia che proviamo nell´ ascoltare per l´ennesima volta questi brani in sede di concerto o nell´ ascolto registrato ci induce a volerne scavare la natura per orientarci sempre più a fondo nel nostro stesso godimento.
Le quattro Ballate si muovono sulle alte vette dell´ispirazione musicale romantica. Nulla vi appare di scontato e di ripetitivo. Ogni loro aspetto stimola discussione, critica, scelta. È cioè un campo di esperienza privo di certezze, ancora una volta sia per l´esecutore sia per l´ascoltatore. E questo è vero per come sono fatte, almeno quanto è vero per quello che sono. Era la distinzione che poneva Schoenberg quando parlava di musica ai suoi allievi un secolo fa. In questo libro la questione si pone in termini molto diversi: l´autore non opta per l´uno o l´altro dei corni del dilemma, ma li considera complementari.
Marino Pessina, prima di tutto, accetta a modo suo la sfida di dover dire che cosa sono queste Ballate. E lo fa rinunciando in partenza alla declamazione estetica, da una parte, quanto alla fredda e ottusa rassegna delle opinioni altrui (la cosiddetta ´storia della ricezione,), dall´altra. La via è quella di rintracciarne la ragione - e quindi l´essenza - nella situazione storica e biografica che le ha viste nascere: nessun determinismo, certamente, nel rapporto ambiente-opera, o vita-opera, ma indagine sulle urgenze, le aspettative, le passioni di un piccolo-grande uomo (piccolo per l´assoluta assenza di tratti eroici e retorici; grande per la solitudine delle sue scelte), che si colloca in un determinato orizzonte di rapporti sociali, culturali ed estetici. Come dire che queste opere sono il frutto di un impegno creativo di alta immaginazione sonora; sono un genere a sé, come tutti quelli che chiamiamo capolavori; sono il punto di incontro instabile, e quindi pur sempre enigmatico, tra il desiderio di un astratto narrare con i suoni e quello di edificare, altrettanto astrattamente, con essi.
Ma per cercare di cogliere, nella storia e nella documentazione biografica, il che cosa, questo libro non rinuncia affatto all´altra ricerca: quella sul come. È la descrizione di tutto quello che potremmo sentire o vedere noi stessi, se l´udito nostro e la nostra concentrazione non fossero così deboli e imperfetti; se l´attenzione degli esecutori non fosse pur sempre troppo occupata a governare il movimento muscolare in rapporto alla tastiera. La tecnica usata in questo libro - soprattutto nella seconda parte dedicata al Testo - non è molto dissimile da quella di quegli autentici maghi della descrizione di grandi tele o grandi affreschi che, poco per volta, ci fanno vedere, come se fosse la prima volta, quello che avevamo inutilmente - di fronte ai nostri occhi. Soltanto che, nel caso delle quattro Ballate, troppi commentatori si sono accapigliati, nel secolo e mezzo che ci separa dal momento della loro creazione, per decidere - al posto nostro - quale sia il punto di vista più giusto p r vedere nella giusta luce strutture così complesse e articolate. Ci voleva, io penso, un ragionare sereno di chi non volesse aggiungere una sua perentoria e personale nuova via su cui impostare la descrizione, ma che avesse la saggia pacatezza di chi discute, punto per punto, le tesi, le ipotesi, le teorie di quanti finora hanno scritto, più o meno ´analiticamente´ su queste opere. L´intento, che è quello su cui è nata questa collana, è di portare alla fine il lettore musicista o musicofilo alla capacità di decidere quale sia l´approccio più convincente e appagante.
La ricerca travalica quindi, inevitabilmente, dalla discussione sulle parole ´interpretative´ di tanti commenatori, alla discussione sulle interpretazioni sonore di grandi pianisti. Contrariamente a quanto da me stesso tentato nel primo libro di questi Repertori musicali sulle Sonate per pianoforte e violoncello di Brahms, l´autore di questo libro rinuncia a trovare appigli oggettivi per mostrarci le differenze nelle scelte dei grandi interpreti del passato e del presente. Si affida, nel confronto, alle aggettivazioni, alle suggestioni sensoriali, al meta-linguaggio. Il confronto, cosÌ condotto, offre comunque non poche vie di precisi riscontri, che avvicinino ulteriormente alla natura e alla struttura di queste opere. Ma il massimo risultato è affidato a quel bravo lettore (ascoltatore o esecutore che sia) il quale sappia proiettare sulle scelte - davvero varie se non divaricate - dei grandi esecutori quanto acquisito da tutte le informazioni precedentemente fornite e dalla discussione che è stata condotta sul testo musicale.
La scommessa a cui prima accennavamo consiste allora nell´obiettivo di trovare un nesso profondo, un rapporto di reciproca significazione, tra «contesto, testo e interpretazione», come si vorrebbe dimostrare. (Guido Salvetti)

 

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ANVUR luglio 2018: INSERIMENTO DELLA NOSTRA RIVISTA DI ANALISI E TEORIA MUSICALE TRA LE RIVISTE DI CLASSE A

La RIVISTA DI ANALISI E TEORIA MUSICALE (RATM) è stata inclusa dall'ANVUR nell'elenco delle riviste di CLASSE A per l'Area 10 Scienze dell'antichità, filologico-letterarie e storico-artistiche. L'aggiornamento è stato pubblicato sul sito dell'ANVUR il 31 Ottobre 2018 ed è attivo da Luglio 2018.

La Rivista di Analisi e Teoria Musicale è una rivista peer reviewed fondata nel 1994 dal GATM. Sulla rivista sono pubblicati studi in lingua italiana e inglese, dedicati all'analisi di repertori e pratiche musicali di ogni periodo storico, genere, stile e provenienza geografica.

La Rivista pubblica articoli originali, caratterizzati da ampiezza di articolazione e analisi critica, completezza delle fonti e rigore dell'informazione bibliografica; comprende inoltre una sezione dedicata a brevi interventi sulla didattica dell'analisi e una rubrica di recensioni. Oltre ad accogliere le proposte degli studiosi, la Rivista promuove la pubblicazione di volumi monografici dedicati a questioni teoriche e metodologiche di particolare rilievo nel panorama degli studi internazionali.