Home » Pubblicazioni » Rivista di Analisi e Teoria Musicale (RATM) » Anno 2016/1-2 » In che modo abbiamo bisogno della popular music? Riflessioni su interstizi e spazi disciplinari, in luogo di un’introduzione

In che modo abbiamo bisogno della popular music? Riflessioni su interstizi e spazi disciplinari, in luogo di un’introduzione

Alessandro Bratus - pag. 7-32

L’obiettivo di questo numero monografico e? esaminare l’area di significati evoca- ta dall’espressione “popular music”, mostrandone i risvolti e i sottintesi negli studi musicali attuali. Si tratta di un’esigenza particolarmente urgente in un momento come quello presente, nel quale i cambiamenti nelle modalita? di produzione e circolazione della musica causate dalla diffusione delle tecnologie digitali hanno ac- celerato il processo di convergenza tra istanze originariamente autonome. Per il- lustrare il taglio e presentare i contributi proposti in questo numero monografico, in questo testo introduttivo vorrei delineare le linee di sviluppo della discussione riguardante due questioni tra loro correlate: da un lato lo statuto interdisciplinare degli studi sulla popular music, e dall’altro lato la possibilita? che questi possano definire un’unita? disciplinare identificabile come popular music studies, separata dagli altri ambiti degli studi musicali. Se infatti la locuzione “popular music”, inte- sa come «terzo tipo di musica» [Scott 2009, 4], e? una formazione discorsiva sto- ricamente determinata, e conseguente alle mutate condizioni di produzione alla fine del xix secolo, non si vede ragione per non provare a definire quali pratiche musicali siano incluse al suo interno dopo le trasformazioni radicali avvenute tra la fine del xx e l’inizio del xxi secolo, e quali strumenti concettuali e metodologici siano piu? appropriati per affrontarle.