Home » Pubblicazioni » Rivista di Analisi e Teoria Musicale (RATM) » Anno 2017/2 » Henricus Tik and the Spectrum of Fuga

Henricus Tik and the Spectrum of Fuga

John Milsom - pag. 105-134

Negli ultimi anni, molte ricerche sul processo compositivo nella polifonia rinascimentale si sono concentrate sulla fuga, un termine che i teorici del Rinascimento usavano per i procedimenti oggi chiamati “imitazione” e “canone”. Questo studio propone nuovi modi di definire e descrivere le diverse categorie di fuga rigorosa, in cui le voci partecipanti si replicano esattamente, in termini di durate e intervalli. In particolare, l’autore si concentra sulla distanza temporale che separa le voci e propone l’uso del concetto di “unità”, come metodo per calcolare e definire tale distanza con precisione. Tutti i brani analizzati sono tratti da una Messa a tre voci senza titolo composta intorno al 1450 da Henricus Tik, un enigmatico musicista di probabile origine inglese. Secondo gli standard dell’epoca, questa Messa attinge con sorprendente varietà dall’ampio spettro di possibilità di fuga rigorosa, specialmente quelle che rispondono agli intervalli di quinta superiore e inferiore, piuttosto che all’unisono o all’ottava. Anche se l’uso di questa tecnica nella Messa di Tik coinvolge prevalentemente solo due voci, l’analisi si concentra anche sulla condota della terza voce, che evidentemente era composta sulla base della fuga delle altre parti. Viene inoltre preso in esame il rapporto tra cadenza e fuga, e nell’ultima parte dell’articolo vengono suggerite alcune prospetive di sviluppo per la ricerca futura.