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The Ballade as Formal Playground. With a Postscript on “Improvisation” and “Composition”

Jesse Rodin - pag. 195-215

Le formes-fixes polifoniche — rondeau, virelai e ballade — meritano di essere sottoposte a ulteriori indagini. Questo saggio parte dal presupposto che ciascun sottogenere dia luogo a possibilità formali che determinano punti di partenza empirici ogni volta diversi, e quindi unici. Poiché la ballade, tra le tre forme fisse, è quella che comporta la minore quantità di ripetizione testuale e musicale, è anche quella più aperta dal punto di vista formale. Uno sguardo complessivo alle dieci ballades attribuite a Guillaume Du Fay diventa il punto di partenza per uno studio dettagliato di quello che potrebbe essere considerato l’esempio più straordinario di questo genere nella sua epoca: Resvellies vous, composta nel 1423 per un matrimonio malatestiano a Rimini. L’impareggiabile inventiva della canzone mette in luce le libertà — e le sfide — create dalla forma della ballade. Un’analisi del brano di Du Fay rivela come il compositore abbia rimodulato la forma per mettere in musica il testo dedicatorio, ed evidenzia costi e benefci di un approccio compositivo incentrato sull’eterogeneità e il virtuosismo. Un breve post scriptum che riflette sulle metodologie analitiche di questo saggio, ma anche su tutti i contributi inclusi in questo numero speciale della «Rivista di Analisi e Teoria Musicale», mostra come “improvvisazione” e “composizione” siano due pratiche in gran parte sovrapponibili, la cui distinzione spesso rappresenta una sfida per gli studiosi.