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Il significato nei Lieder senza parole: il caso dei «Gesänge der Frühe» op. 133 di Schumann

Guido Salvetti - pag. 75-84

Nelle raccolte poetiche di Friedrich Hölderlin, il passaggio dalla notte al mattino, dagli incubi angosciosi a una rinata voglia di vivere, può avere coinvolto emotivamente Schumann e averlo indotto a intitolare Canti del mattino i cinque brevi brani pianistici dell’op. 133, 2 e a dedicarli – nell’autografo – An Diotima. Anche Schumann, come il folle Hölderlin prima di lui, invoca la saggia e benefica Diotima, a cui Socrate, nel Simposio di Platone, aveva attribuito il dono di risolvere i contrasti in armonia, e di operare affinché chi soffre in penía (miseria) trovi la strada (poros) dell’appagamento. Ciò ci permette di aggiungere qualche considerazione sull’idea poetica che Schumann indicava come «Empfindungen beim Herannahen und Wachsen des Morgen» (sentimenti all’avvicinarsi e al sorgere del mattino); un’idea che egli dichiarava sottesa alla raccolta, ma naturalmente come Gefühl, sentimento, e non come Malerei, esteriore pittura.

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