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Cavalleria rusticana: un confronto linguistico tra verismo musicale e verismo letterario

Giorgio Ruberti - pag. 31-43

La difficoltà metodologica nello studio del verismo musicale, conseguenza dell’incoerenza stilistica del movimento, è stata in parte attenuata da alcuni recenti contributi in cui si è pervenuti alla formulazione di un “tipo ideale” di melodramma verista consistente in un modello costruito sulla base di una serie di tratti di fatto ricorrenti nel verismo operistico in modo disorganico [Dahlhaus 1987; Guarnieri Corazzol 1993; 2000]. L’adozione di tale modello anche nell’analisi dell’opera considerata paradigmatica del verismo musicale, Cavalleria rusticana di Mascagni (1890), evidenzia la presenza di alcuni connotati e, allo stesso tempo, il rifiuto di altri: se risulta confermato il fattore di opposizione implicito nella messinscena di un soggetto di bassa ambientazione, di contro appare negata l’accentuazione del vero a vantaggio del bello nella misura in cui il meccanismo drammaturgico poggia su affetti "genericamente umani"; quanto alle tendenze drammaturgiche, se il dramma rusticano trasgredisce la regola dei livelli stilistici che nel teatro musicale aveva storicamente imposto l’ambientazione della tragedia in un contesto sociale alto, è pur vero che la concretezza storico-sociale della vicenda, come narrata nella novella, si scioglie nell’immagine esotica e folclorica, veicolata dal melodramma, di una Sicilia popolata da primitivi in preda a passioni rozze ed esasperate [Ferrone 1972, 95-154; Dahlhaus 1987, 96-100]...

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