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Webern neoclassico? Forma e struttura del Trio op. 20

Marco Russo - pag. 73-98

Il Trio per violino, viola e violoncello op. 20 (1927) coincide con due momenti cruciali della produzione musicale di Webern. Da una parte, esso rappresenta il primo esempio di composizione dodecafonica integrale, segnando il momento a partire dal quale il compositore realizzerà sistematicamente una tabella completa delle 48 trasposizioni della serie originale (Es. 1); dall’altra coincide con l’abbandono dell’espressione vocale, utilizzata nelle precedenti composizioni a partire dall’op. 12 (Vier Lieder), unanimemente considerata durante la così detta “fase atonale” come l’unica modalità di scrittura possibile in alternativa alla forma aforistica strumentale.
Queste due considerazioni, fondamentali nell’analisi della poetica dell’autore, hanno spesso condotto le interpretazioni di questa specifica opera — a dire il vero assai rare e sporadiche —2 verso conclusioni del tutto marginali nel complesso della sua pur non vastissima produzione ...

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