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Per una crisi dell’elettronica dal vivo. I am sitting in a room di Alvin Lucier

Agostino Di Scipio - pag. 111-134

Cosa è live nel live electronics? Ovviamente l’aggettivo indica che vengono adoperati mezzi elettronici nel vivo dell’esecuzione musicale, senza ricorrere a registrazioni. Tuttavia, con un piccolo ma decisivo scivolamento semantico, può indicare inoltre il tentativo di “vitalizzare” i mezzi elettronici, magari anche nel confronto con altre tecnologie (per esempio lo strumentario tradizionale), però sempre facendo esperienza diretta delle modalità operative e delle condizioni materiali e tecniche che “danno vita” al suono, e quindi sempre rinnovando la prassi stessa, compositiva ed esecutiva.
In queste pagine mi occuperò di un esempio concreto, individuato all’interno del lavoro del compositore statunitense Alvin Lucier. Si tratta di un esempio ormai storico (storicizzabile, in parte storicizzato),1 ma denso di indicazioni ancora vive e interessanti. Inoltre si tratta di un esempio nel quale, dietro un certo minimalismo dei risultati sonori, si nasconde una grande precisione costruttiva e progettuale, segno di un pensiero assai lucido a proposito dei mezzi tecnici ed espressivi (a differenza di molto minimalismo di maniera, di ieri e di oggi). Sulla musica di Lucier, come su quella di qualunque compositore, si può e si deve avere uno sguardo critico: ma grazie alla chiarezza del progetto e alla lucidità del pensiero che la caratterizza, la critica potrà farsi fertile di domande e conoscenze: l’oggetto di studio non è neutrale rispetto al pensiero e alla conoscenza che lo studio deve sviluppare.

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