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De paz e de guerra di Azio Corghi, una poesia possibile

Carla Rebora - pag. 99-142

Il teatro in musica di Azio Corghi e José Saramago rappresenta la sintesi più alta della ricerca compositiva, drammaturgica e estetica del compositore: otto titoli in circa vent’anni di sodalizio artistico. Scritto per coro e orchestra, De paz e de guerra (2002) è un unicum nella produzione corghiana e un exemplum del legame tra i due artisti. Una poesia d’amore di un giovanissimo Saramago, dal titolo omonimo, diventa una riflessione sulla diade pace e guerra. Unica composizione di Corghi su testo non in lingua italiana, la partitura indaga il valore fonetico e semantico della poesia portoghese, esemplificando alcuni dei tratti più caratteri- stici della poetica corghiana: la teatralità del gesto, la ricerca del rapporto gesto/ suono/segno e la parola come suono/significato/modello musicale. Lo studio rintraccia questi fondamenti attraverso l’analisi del testo, della forma e delle figure retoriche. Centrale è la ricerca di una ‘moderna seconda prattica’ tra richiami alla Figurenlhere barocca e ipotiposi grafiche tipiche della scrittura vocale e strumen- tale del compositore. Le figurae, ora figure-prototipo ora figure-modello [Bartel 1987], contribuiscono in modo autentico e pregnante alla creazione della forma del brano. Sono elementi fondamentali nel processo di “dare forma alla durata” di matrice bergsoniana e determinano in modo sostanziale lo sviluppo della drammaturgia musicale che permette la trasposizione in musica di un testo, letterario o poetico che sia, trasformandolo in teatro musicale.

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