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L’“archetipo” e i “semi” di un pensiero musicale: alcune osservazioni personali sulla pratica didattica di Azio Corghi

Vito Palumbo - pag. 143-150

Il mio intervento sulla figura di Azio Corghi indaga i “semi” originari di un pensiero musicale che ha alimentato la mia evoluzione poetica e forgiato una voce intima e personale, orientata verso una visione sempre più astratta e coloristica del suono, pur mantenendo un’esigenza poetica ed espressiva profonda. Centrale nella sua lezione è l’idea post-moderna dell’archetipo, generatrice di visioni sonore chiare e viventi, organizzate in un linguaggio musicale altamente espressivo, comunicativo e originale. Corghi supera il citazionismo avanguardistico, fondendo indagine timbrica e “riabitazione” dei materiali storici in una drammaturgia sonora scolpita da un’orchestrazione impeccabile. La sua lezione mi ha indicato un punto di partenza preciso da cui allontanarmi senza perdermi, per approdare a un linguaggio personale che conserva la ricchezza dei suoi insegnamenti artigianali. Racconterò alcuni ricordi informali legati alle sue lezioni, nate da un rapporto umano e affettivo profondo, sempre aperto a riflessioni filosofiche, poetiche, estetiche e tecniche, nuclei vitali della ricerca compositiva.

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