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Il mottetto Ave regina celorum / Mater innocencie / Ite missa est (Joseph) di Marchetto da Padova nel contesto della produzione mottettistica del primo Trecento

Tiziana Sucato - pag. 67-87

Il mottetto Ave Regina celorum/ Mater innocencie/ Ite è conservato in un manoscritto miscellaneo di provenienza padovana recante la data 1325, è a tre voci e concordemente viene attribuito a Marchetto da Padova per la presenza dell’acrostico “marcum paduanum” nel duplum. Alberto Gallo ha ipotizzato che fosse una delle composizioni per l’Ufficio dell’Annunciazione cantate in occasione della consacrazione della cappella Scrovegni di Padova avvenuta nel 1305, poiché proprio da quell’anno e almeno fino al 1307 è documentata la presenza di Marchetto nella cattedrale padovana quale magister scolarum [Gallo 1974].
Nel presente articolo vorrei proporre alcuni elementi a favore dell’ipotesi che il mottetto marchettiano possa essere stato composto nel secondo, e non nel primo decennio del Trecento. Il mio intento è di mostrare che l’organizzazione del materiale musicale del mottetto Ave / Mater / Ite, soprattutto per quanto riguarda i procedimenti di tensione e risoluzione, è compiutamente ascrivibile all’Ars nova e quindi non compatibile con la datazione alta (1305) proposta da Gallo. Per fare questo confronterò il mottetto marchettiano con un mottetto nello stile di Petrus de Cruce considerato tra i musicisti più innovativi e certamente composto nei primissimi anni del Trecento e con alcuni mottetti che con altrettanta certezza sono stati composti invece nella seconda decade. Non prima di aver brevemente dato conto di quanto fino ad ora è stato detto in proposito.

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