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Il ritmo testurale in Careful with that axe, Eugene

John S. Cotner - pag. 133-156

Nel presente contributo analizzerò uno dei brani più famosi dei Pink Floyd, la versione in studio del 1968 di Careful with that axe, Eugene. In primo luogo, descriverò il quadro di riferimento storico della canzone; seguirà un'analisi delle sue caratteristiche, strutturali e non, a partire dai metodi analitici proposti da Berry (1976) per la valutazione della tessitura musicale, e da Agmon (1997) per l’analisi delle durate ritmiche; infine, proporrò una teoria del ritmo testurale che caratterizza la versione considerata. Mostrerò come Careful with that axe, Eugene (d'ora in poi CAE) rappresenti il felice connubio tra particolari idiomi improvvisativi e strategie concettuali che il gruppo aveva iniziato a sviluppare nei primi due album. La versione in studio presenta un ritmo testurale dinamico, dotato di una sua profondità emotiva, e caratterizzato, da un lato, da una sorta di ‘infrastruttura’ eterofonica e, dall’altro, da un ampio ‘paesaggio sonoro’ stereofonico. In questo caso di musica registrata, alcuni aspetti del medium rock amplificato, del linguaggio musicale e del trattamento della registrazione trasformano progressivamente l'ambiente sonoro e
coinvolgono l’esperienza dell’ascoltatore nella comprensione dell’evoluzione della
struttura.

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