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Scale modali difettive nell’opera di Ravel

Piero Venturini - pag. 181-202

Nella vasta gamma di successioni scalari utilizzata da Ravel nella sua opera, le scale modali occupano senz’altro un posto di rilievo. Una lettura attenta di gran parte della sua produzione mette in luce un particolare aspetto dell’utilizzo di queste scale: il ricorso frequente, quasi sistematico, a successioni modali difettive. Scopo della ricerca è quello di indagare le motivazioni che spingono Ravel all’utilizzo di tali successioni, con l’obiettivo di far luce sulla tecnica compositiva e sulle scelte estetiche del compositore. Nella letteratura analitica e musicologica, di solito, per “scale difettive” si fariferimento a successioni pentatoniche, legate o meno ad ambiti modali. Nella presente ricerca, invece, ci occuperemo esclusivamente di scale modali mancanti di uno o due suoni, indipendentemente dal ruolo che tali suoni ricoprono all’interno della scala, in quanto l’assenza di un numero maggiore di suoni non permette di attribuire la scala difettiva ad un modo in maniera univoca.

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